Dal 2019 in Italia la fattura elettronica passa obbligatoriamente dal Sistema di Interscambio (SdI). Per chi lavora come freelance o in uno studio piccolo questo ha un effetto concreto: le fatture dei fornitori arrivano come file XML, non come PDF da archiviare.
Sono dati perfetti. E proprio per questo fa rabbia doverli ribattere a mano.
Un file FatturaPA è un XML strutturato. Contiene, in campi separati:
Tutto già codificato. Nessuna ambiguità, nessun OCR da fare: il valore è leggibile dal campo.
Il problema non è una fattura. È il decimo fornitore dello stesso mese, ognuno con la sua numerazione, il suo regime IVA e le sue esenzioni. Il lavoro manuale introduce errori sempre nello stesso punto: aliquote e nature IVA, che poi il commercialista deve correggere.
Non serve l'XML grezzo. Serve un estratto ordinato: fornitore, numero, data, imponibile, IVA, totale, e, se applicabile, la natura dell'operazione. Ogni commercialista ha poi il suo formato preferito di importazione.
Se il documento è una scansione o una foto, passiamo dal riconoscimento ottico, e lì i campi incerti vengono segnalati, non inventati.
Se il fornitore mi manda un PDF e non l'XML? Funziona lo stesso: leggiamo il PDF. Se è una scansione, i campi incerti vengono marcati per la verifica.
Serve connettere la casella di posta? Per raccogliere le fatture in arrivo automaticamente sì, ed è opzionale. Puoi sempre caricare i file a mano.
Quanto costa? Il piano di lettura è €14,90 al mese con 150 pagine incluse; quello con le notifiche di pagamento €29,90. Vedi i prezzi.
Le fatture passive non sono un problema di soldi. Sono un problema di tempo speso a ribattere dati che esistono già.